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Quale futuro per il settore HAIR&BEAUTY?

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Il periodo che stiamo vivendo è probabilmente uno dei più particolari della storia imprenditoriale italiana recente.

Decreti continui pongono limiti alle nostre attività, impedendoci contatti in presenza con i clienti, limitando incontri, corsi di formazione, convegni.

Questo sta costringendo molte aziende dell’Hair&Beauty a reinventarsi, a trovare modi nuovi per fare business.
E in alcuni casi sta anche influenzando le loro strategie di approccio ai mercati esteri.

Ho voluto scoprire di più su quello che sta accadendo in questi mesi e per questo ho lanciato un sondaggio tra le aziende del settore Hair&Beauty con cui sono in contatto.

Oggi sono qui per raccontarti gli esiti di questo sondaggio, da cui puoi trarre utili indicazioni sull’evoluzione del nostro settore nel presente ed immediato futuro.

Siamo stati chiamati a fare delle scelte, a farle in fretta. Saranno state quelle giuste?
Il mercato ed il tempo ce lo diranno.

Nel frattempo le risposte al sondaggio ti indicano in quale direzione stanno andando anche gli altri player del mercato.

Cominciamo!

 

ASPETTI EMOTIVI

Se c’è una cosa che l’emergenza Covid-19 ci ha insegnato è che non si può rimanere ad aspettare.

La paralisi non è contemplata in un periodo storico in cui le restrizioni non hanno una scadenza ben precisa, ed è per questo che sono in poche (9%) le aziende che hanno continuato a fare le stesse cose di prima o che attualmente versano in uno stato di confusione, senza aver chiaro come muoversi (18%).

I ¾ dei Responsabili Marketing che hanno partecipato al sondaggio (73%) hanno dichiarato di essere consapevoli di dover trovare nuove strade e nuovi modi di fare business, ma che questo non li spaventa, anzi sono fiduciosi che il cambiamento non segnerà una battuta di arresto per i loro business.

Questa fiducia è ulteriormente confermata dal fatto che nessuna azienda ha espresso preoccupazione per il futuro.

Si tratta di un aspetto importantissimo quello dell’ottimistica fiducia.

E attenzione, non si tratta di un ottimismo a prescindere”, dell'”andrà tutto bene” che quasi come un mantra scaramantico si è fatto strada nel corso della prima ondata della pandemia.

No, questa volta è qualcosa di diverso, è l’assoluta certezza che, nonostante il contesto, possiamo trovare il mondo per venirne fuori.
E magari il “modo” che troveremo ci aprirà nuove strade impensate (…chissà che un giorno questo cambiamento necessario non possa diventare un punto di forza per tutti noi!).

Jim Collins, autore del best seller “Good to Great”, basato su una ricerca decennale dei fattori di successo che caratterizzano le aziende vincenti, afferma che tutte le aziende che hanno raggiunto livelli di eccellenza nel business sono partite dal riconoscere i problemi che si trovavano ad affrontare, guardarli dritti negli occhi, e con lo stesso realismo valutare possibili opzioni di azione, con la fiducia assoluta nella vittoria finale.

Dobbiamo essere fiduciosi dunque, e allo stesso tempo rimboccarci le maniche.

Consapevoli che lo scenario è cambiato e che è in continua evoluzione, abbiamo bisogno di rivedere in primis il rapporto con mercati e clienti.

In questo senso si inserisce la seconda domanda del sondaggio, finalizzata ad indagare:

 

L’APPROCCIO DELLE AZIENDE VERSO I MERCATI ESTERI

C’è chi ancora non ha preso alcuna decisione riguardo agli investimenti nei mercati esteri (27%) e chi non ha cambiato strategia e continua ad adottare le stesse politiche definite prima di questa emergenza (18%).

Il 55% delle aziende, invece, ha compreso l’importanza di investire ancora di più nei mercati esteri ritenendoli in questo momento strategici, tanto da star valutando addirittura di aggiungerne degli altri, magari facendo leva sul web, che permette di raggiungere più velocemente i consumatori finali senza passare per una distribuzione fisica capillare come accadeva prima.

Una cosa è certa, ed è anche questo un dato rassicurante: nessuna azienda ha pensato di variare al ribasso gli investimenti nei mercati esteri.

Non è il tempo per tirare i remi in barca, anzi semmai è il tempo di spingere ancora di più sull’acceleratore, di diversificare i rischi e di giocare le opportunità su più tavoli.

L’emergenza in corso sta delineando un nuovo scenario e lo subiremo tanto meno in maniera passiva quanto più contribuiremo a crearlo in maniera attiva.

In questo senso si inserisce la terza domanda del sondaggio, finalizzata ad indagare come è cambiata la comunicazione verso i clienti e l’utilizzo dei canali tradizionali attraverso cui raggiungerli.

 

L’APPROCCIO AL CLIENTE

Le limitazioni imposte dai decreti hanno portato una frattura nella relazione umana e personale con il cliente.
Allo stesso tempo hanno prodotto un fenomeno del tutto straordinario: portare online, verso una relazione a distanza, anche quelle persone che prima non erano del tutto amiche della tecnologia.

Migliaia di persone, spinte da necessità, si sono riversate sul web alla ricerca di prodotti, informazioni o semplicemente di quel “contatto umano” che non possono più avere dal vivo.

L’opportunità, ovviamente, per le aziende dell’Hair&Beauty è quella di farsi trovare. Farsi trovare con un marketing fortemente basato su due pilastri: contenuti e relazione.

Lo scopo è quello di porsi come punti di riferimento per il proprio target (composto tanto da clienti finali, quanto da distributori e altri partner di business), di raggiungere una maggiore coesione e vicinanza relazionale con loro.

Questo è un lavoro che può consentire di acquisire un importante vantaggio competitivo quando tutto ripartirà, soprattutto perché quel che è certo è che ripartirà in una modalità diversa.

Le aziende del settore Hair&Beauty sembrano averlo compreso, tant’è che fra le risposte trapelano tante iniziative che vanno nel senso di creare una relazione più stretta con il pubblico target: lancio di nuove newsletter, education online, webinar e una più intensa comunicazione sui canali social.

Sembra non essere cambiato, invece, lo stile di comunicazione, che rimane per ogni azienda quello definito prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19.
In altre parole il virus rimane fuori dai nostri messaggi, dal nostro mondo frizzante e glitterato. E mi verrebbe da dire: menomale!


L’APPROCCIO ALL’INNOVAZIONE

Ultimo ma non ultimo, abbiamo voluto indagare come le aziende del settore Hair&Beauty hanno pensato di superare gli ostacoli legati alle principali restrizioni: quelle che interessano i consumatori finali, sempre più in difficoltà nel fare shopping nella maniera tradizionale, e quelle che interessano i clienti rivenditori o distributori, ai quali è preclusa quasi del tutto la possibilità di incontrare le nostre aziende all’interno di fiere, corsi di formazione, workshop e congressi.

Anche in questo caso la parola d’ordine è: online!

  • Webinar e corsi digitali in diretta o in registrata sono la nuova frontiera della formazione per il cliente intermedio
  • Negozi online e piattaforme di ecommerce sono il nuovo spazio dello shopping che il cliente finale fa direttamente dalla casa madre.
  • Particolarmente degna di nota è l’iniziativa di alcuni brand di organizzare delle fiere digitali con l’utilizzo di piattaforme per le video-conferenze.

Insomma, siamo davanti ad una rivoluzione e – che ci piaccia o no – gli effetti di tutto questo permarranno molto più a lungo di qualsiasi virus.

Quelle che in un primo momento sono state innovazioni dettate dalla necessità rischiano di cambiare per sempre le abitudini di acquisto dei clienti o le modalità con cui ricevono la formazione da parte delle case madri, anche perché – è innegabile – spesso le nuove  modalità sono anche più comode.

Siamo sicuri che i clienti finali compreranno nei punti vendita quando potranno tornare a farlo o alla fine di tutto si registrerà un sostanziale spostamento degli acquisti online?

Siamo sicuri che i nostri clienti esteri vorranno venire in Italia per seguire i nostri corsi tecnici o magari continueranno a preferire di seguirli comodamente seduti nel loro ufficio a Madrid, Londra, New York, Shangai?

L’emergenza sta cambiando le abitudini, dobbiamo essere pronti ad evolvere per sempre i nostri vecchi modelli.

Per questo non si spiega l’atteggiamento “di attesa” di alcune aziende (poche per fortuna!) che dal sondaggio risultano ancora legate alle modalità di comunicazione, formazione e vendita che adottavano prima che questo tornado chiamato Covid-19 si abbattesse sul mondo intero.
Restano ferme, in attesa che vengano rimosse le restrizioni, che si possa tornare a fare corsi in presenza, che si possa tornare a vendere nella maniera tradizionale.
Cosa che ci auguriamo tutti, ma che è tutt’altro che scontata.

Oggi noi tutte aziende del settore “bellezza”, da chi produce make-up, a chi realizza prodotti di bellezza e per capelli, da chi fa packaging a chi come noi fa traduzioni, siamo tutte chiamate a cavalcare l’innovazione. E questa innovazione spesso passa dal digitale.

È un’innovazione che ci è stata imposta, che è necessaria, ma che può fare da trampolino di lancio ad un progresso smisurato, se riusciamo a farne tesoro.

L’emergenza in atto sta fungendo da forte acceleratore in molte “industrie” e noi non possiamo essere da meno, proprio noi che facciamo dell’innovazione il nostro fiore all’occhiello.
Oggi quell’innovazione deve coinvolgere tutti i reparti aziendali: non solo la produzione, ma anche il marketing, la strategia, la distribuzione.

Chi per primo si porrà le domande su come evolvere il nostro settore, per primo troverà le risposte.
Chi per primo si muoverà nella direzione del digitale, per primo ne coglierà i frutti e le potenzialità.

Fammi sapere cosa ne pensi di queste mie riflessioni nei commenti a questo articolo.
Oppure scrivimi ad info@wetranslatebeauty.it.
Sarò felice di leggerti e risponderti personalmente!

Katiucha Boncompagni
Founder di Wetranslatebeauty.it